Psico Neuro Endocrino Immunologia e Tiroide

Psico Neuro Endocrino Immunologia e Tiroide Milano

PNEI E TIROIDE

PNEI E TIROIDE

PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e tiroide sono ambiti inscindibili ai fini di un approccio clinico e biochimico. Disturbi endocrinologici, del sonno, dello stato di adattamento allo stress, di difficoltà a perdere peso, ritenzione idrica, segni di affaticamento, facilità a contrarre malattie stagionali ma anche riduzione della forza (massa muscolare e silhoette tonica nella donna etc.) prevedono una attenzione dedicata. Tale visione può venire solo dopo aver conosciuto e trattato patoloie in embito di ricovero e ambultoriale ospedaliero.

PNEI

PNEI

A differenza della medicina occidentale, la medicina asiatica da qualche millennio ha sempre riconosciuto una unità, un “continuum”  tra corpo e mente e dando cosi valenza anche  a pratiche terapeutiche mentali e di manipolazione del corpo. 

Solo alla fine degli anni 80’ da noi è stato postulato come esista tra queste due parti una costante comunicazione  bidirezionale attraverso messaggeri chimici il cui trigger può anche essere uno stato d’animo, una personale condizione di afflizione o di piacere.

Nella esperienza di molti infatti, disturbi declinati genericamente come somatizzazioni (che sfuggono ad un approccio tabellare farmacocentrico),  possono poi avere rilevanti implicazioni sulla risposta  ossido-infiammatoria ed endocrino- immunitaria e questa, determinare ulteriori riflessi. E’ quindi sorta la ( “non-novità” per un asiatico)  Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (P.N.E.I.) che nella medicina occidentale ha il merito di aver cercato di oggetivare quanto più possibile questo intricato dialogo interdisciplinare tra vari sistemi ai fini di maggiore comprensione e possibilità di intervento.

D’altronde, rispetto ai riferimenti storici, ai nostri giorni sono molto cambiati stili di vita personali ed alimentari, pressioni lavorative ed aspettative cui si è chiamati. Certamente, lo stress cronico (cui non siamo evoluzionisticamente preparati (cito spesso ai miei pazienti italiani e stranieri  il vecchio libro  “Perché la zebra non può avere l’ulcera”), Uno stato costante di disagio psicologico e stati depressivi possono negativamente influire sulle funzioni immunitarie e nel processo di invecchiamento (Teoria immunologica: l’efficacia del sistema immunitario raggiunge il picco durante la pubertà e diminuisce gradualmente con l’avanzare dell’età).

Ecco quindi che la immunosenescenza reca con sè l’aumento della vulnerabilità alle infezioni e alle malattie infiammatorie.  Questa visione si accorda anche con la teoria neuroendocrina dell’invecchiamento dove l’efficacia degli adattamenti omeostatici del corpo diminuisce con l’invecchiamento (teoria dell’orologio che invecchia e teoria del pacemaker).

TIROIDE

TIROIDE

Alterazioni del sistema immunitario sono anche alla base di un processo autoimmune specifico che può attaccare, ad esempio, la tiroide.

La patologia tiroidea riguarda il 5% degli italiani (quasi come il diabete), e tutt’ora poco testata a differenza della glicemia, questo determinando  diagnosi tardive. L’ipotiroidismo (malattia prevalentemente femminile, 4 volte più degli uomini), colpisce circa l’8% delle donne in pre-menopausa e il 10-15% nel post-menopausa, spesso con sintomi confusi con essa (alterazioni dell’umore e della qualità del sonno, aumento del peso e modicazioni della composizione corporea, ritenzione idrica con dolori-affaticabilità muscolare, rallentamento ideo-motorio etc). 

Spesso quindi accade che la persona addebiti genericamente allo stress o ad una ineluttabile ma  mal accettata “età che avanza” il riferire una lenta frequenza cardiaca/bassa pressione, facile sensazione di freddo e stanchezza e momenti di calo di umore, pelle più secca, memoria più labile, riflessi lenti e stitichezza, ipercolesterolemia. Occorre quindi testare l’ asse ipotalamo-ipofisi-tiroide con esami del sangue oramai di accezione comune alla medicina di base.

Come accade tuttavia nella diagnostica clinica “ragionata” e soprattutto nella PNEI all’interno della Longevity Medicine, la lettura dei risultati degli eami deve prescrindere da una semplice stima sulla base dei “range di riferimento del laboratorio”. Gli esami vanno sottoposti ad una “interpretazione” che tenga conto di altre variabili (presenti o da richiedere) e secondo stratificazioni di ottimizzazioni.

Ad esempio un deficit vitaminico o un (del tutto asintomatico) fegato grasso (25-33% di prevalenza nelle società avanzate) sono elementi da considerare con attenzione. La terapia prevederà ormoni tiroidei sintetici (poco affidabili le formulazioni estrattive naturali in Italia) nelle varie declinazioni.

Anche in ambito PNEI, parlare di “sistema immunitario” prevede di avere comprovata competenza valutativa (vedi Longevity Medicine doctor) del microbiota intestinale che ne alberga il 60-70%. Anche in questo caso, non sono ammissibili semplici “letture di referti e loro conclusioni” dei tests genetici del microbiota (approccio dei praticanti di “antiaging”).

Se hai bisogno di effettuare una visita non esitare a contattare il Prof. Marotta, medico specializzato in gastroenterologia, si occupa del trattamento della tiroide a Milano.

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