Dieta Epigenetica Milano
Dieta Epigenetica Milano
Dieta Epigenetica
Dieta epigenetica
Lo stile alimentare su cui possiamo agire può modificare la “espressione” (ossia l’ accensione/spegnimento e la loro intensità) di molti nostri geni. Non basta tuttavia eseguire un test di Nutrigenomica il quale senza una consolidata valutazione clinica maturata in ospedale, può avere valore limitato.
Tanto più che l’assenza curriculare di un verificabile stage di mesi presso laboratori di genomica porterebbe un medico o nutrizionista al superficiale ruolo di “leggere un referto e le sue conclusioni”. Lo stesso dicasi per i test del microbiota.
Da opinion leader internazionale nel microbiota, si può dire che questo è già di suo un forte modulatore biologico e cosi pure lo stato endocrinologico (vedi sopra). Una dieta epigenetica quindi si inserisce nel progetto globale di miglioramento/ottimizzazione della salute migliorando anche le strategia preventive verso possibili predisposizioni.
DIETA EPIGENETICA MILANO: CHE COS’È
DIETA EPIGENETICA MILANO: CHE COS’È
La teoria presuppone che l’invecchiamento possa derivare da un meccanismo evolutivo progettato per bilanciare le reazioni genetiche ed epigenetiche al danno cellulare noto come “circuito di sopravvivenza.
NATURE 2023 La memorizzazione e il recupero delle informazioni sono essenziali per tutta la vita. In biologia, le informazioni vengono archiviate principalmente in due modi distinti: il genoma, che comprende gli acidi nucleici, funge da modello fondamentale e l’epigenoma, costituito da modifiche chimiche al DNA e alle proteine istoniche, regola i modelli di espressione genetica e dota le cellule di identità e funzioni specifiche.
A differenza della natura stabile e digitale delle informazioni genetiche, le informazioni epigenetiche sono archiviate in un formato digitale-analogico, suscettibile di alterazioni indotte da diversi segnali ambientali e danni cellulari. La Teoria dell’Informazione dell’Invecchiamento (ITOA) afferma che il processo di invecchiamento è guidato dalla progressiva perdita di informazioni epigenetiche giovanili, il cui recupero tramite la riprogrammazione epigenetica può migliorare la funzione dei tessuti danneggiati e invecchiati catalizzando l’inversione dell’età.
L’alimentazione dietetica nei primi anni di vita può influenzare profondamente il destino dello sviluppo individuale e la prevenzione delle malattie.
Ad esempio, la presenza o l’assenza di pappa reale determina se le larve delle api femmine si sviluppano in una regina (presenza di pappa) o in un’operaia sterile (assenza di pappa). In un recente articolo di revisione pubblicato su Clinical Epigenetics, abbiamo riportato importanti ruoli di diete specifiche nella protezione dei disturbi genetici/epigenetici indotti dall’inquinamento ambientale attraverso la regolazione dell’espressione genica anche quando il DNA non è alterato.
L’epigenetica può essere uno dei meccanismi molecolari più importanti che collegano la stimolazione ambientale, la programmazione fetale e il fenotipo dell’età adulta.
EPIGENETICA E INQUINAMENTO
EPIGENETICA E INQUINAMENTO
Con l’ esclusione delle malattia genetiche dove esistono mutazioni attualmente “irreversibili”, la nostra vita èper lo più fortemente legata alle interazioni del nostro genoma con l’ ambiente. Con questo si identificano i nostri più importanto “modificatori biologivi”, ossia alimentazione e stili di vita.
Questa vasta materia che identifica l’individualità di ognuno di noi (a meno che non si sia gemelli monocoriali) realizza la “Epigenetica”. Noi tutti quindi viviamo una vita epigenetica che influenza l’espressione genica (le modalità e forza dei cambiamenti) senza alcuna alterazione alla sequenza del DNA.
E’ interessante notare coma un dipinto di 4000 anni fa della dinastia Ming, che porto spesso in giro per il mondo dove sono invitato, ritrae una persona che si alimenta ed il cibo introdotto sia rappresentato all’interno come operai che esplicano funzioni diverse.
Una visione suggestiva quindi che va ben oltre l’ idea di cibo-calorie che ha resistito fino agli inizi del secolo.Ne viene che qualunque predisposizione familiare un paziente possa avere verso malattie del secolo (dislipidemia, diabete, ipertensione, fegato grasso, osteoporosi etc.) è tentativamente ipotizzabile per tempo un intervento epigenetico (stile di vita ed alimentare/suppletivo con integratori) che contrasti l’ estrinsecazione della malattia.
Ed anche nei casi di tardivo intervento, che sinergizzi con le terapie farmacologiche già in atto verosimilmente migliorandone la prognosi a spese anche di un minor carico doverosamente farmacologico.Il termine di Dieta Epigenetica, anche se abusato dai media e da non specialisti, è stato coniato nel 2011 in una università americana.
Questa terminologia quindi prevede una validata conoscenza dei tests genetici (da saper chiedere ed interpretare e non “leggerne i commenti”) e cosi pure della biologia molecolare dei bioattivi degli alimenti così come negli estratti naturali. Di tutti questi necessita al clinico effettuare una accurata analisi che prescrinda certamente dai claim e brochures aziendali che poco contano per superficialità. Serve piuttosto per il clinico fare personale ricerca comparativa bibliografica prestando attenzione alle modalità estrattive, caratteristiche tecniche, capacità di assorbimento etc.
Con le dovute cautele e senza pretese di salvifiche, sicuramente una Dieta Epigenetica può essere consigliata anche per ridurre il rischio di tumori e sua progressione, per esempio attraverso la modulazione di enzimi come le DNA metiltransferasi e le deacetilasi istoniche, nonché alcuni RNA non codificanti.
Questa visione è ampiamente applicata ed oggetto di seminari in importanti strutture cliniche (come ho potuto vedere alla Cleveland Clinic).
Un “modificatore biologico” ambientale è anche l’ambiente che ci circonda che è soltanto peggiorto negli ultimi 30 anni almeno (polveri sottili, metalli pesanti, scarti di idrocarburi). Non potendo il singolo agire su questo macrosistema, può cercare di innalzare l’integrazione con alimenti ricchi di donatori di metile (folati, vitamina B12, colina etc.) o anche l’e l’isoflavone genisteina che può proteggere o invertire il processo da inquinanti noti come “disregolatori dell’ epigenoma ormonale”.
In tutto ciò è evidente la necessità di associare anche una alimentazione epigeneticamente sana.
STAI CERCANDO UN MEDICO SPECIALIZZATO IN DIETA EPIGENETICA A MILANO?
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